martedì 30 settembre 2014

A Parigi con un soci a far finta di avere un futuro

-Allora leggo-

-Vai…io fumo una sigaretta-

-Ma vuoi che leggo ad alta voce?-

-No macché…vai vai…leggi tranquillo-

 

“Tempo fa un uomo disperato decise che voleva diventare uno scrittore; non capiva perché…non aveva studiato e aveva letto un solo libro nella sua vita, da bambino…non ricordava il titolo, ne la trama, ne l’autore, ma solo la grande calma che quel libro gli aveva regalato. Semplicemente secondo lui, dare un senso ai giorni, significava pensare alle parole, alle frasi, alle storie scritte…era così, senza inganni ne sorprese, senza pretese. Non raccontò mai a nessuno il motivo della sua disperazione. Aveva 23 anni quando provò a iniziare la sua carriera. L’uomo morì a 81 anni e in tutto, in 58 anni, scrisse 14 parole.

Era uno scrittore eccelso, la carta non riusciva a mantenere ferme o assorbite le parole che l’uomo scriveva…erano parole maturate e scelte, che sparavano in mezzo agli occhi…lui le rileggeva ogni tanto, con parsimonia. Ogni volta era contento e soddisfatto e calmo…ogni parola gli ricordava dei periodi della sua vita…un anno ne rilesse un paio…8 anni dopo ne lesse un’altra…poi ne scrisse 2 sull’arco di 10 anni…e via dicendo. Morì in un centro per indigenti, vicino a uno slum di Nuova Delhi. Prima di morire consegnò a un amico il piccolo quaderno di papiro, con dentro scritte le parole; l’amico una volta uscito dal ricovero lesse tutte le parole in 30 secondi scarsi, scosse la testa e infilò il quaderno nella sua bisaccia di tela. Anche l’amico dell’uomo che aveva scelto di scrivere morì; successe alcuni mesi dopo, rimase investito da un automobile. La bisaccia con dentro il quaderno con scritte le 14 parole rimase sul luogo dell’incidente per alcune ore, poi venne buttata nella spazzatura da un poliziotto e in seguito bruciata.

Le 14 parole non fuggirono mai, non vennero mail divulgate. Le 14 parole non formavano nemmeno un racconto o una frase…erano state scritte in forma sparsa…non erano state scritte per essere lette da qualcun altro, all’infuori del loro scrittore.”

 

-          Fine-

-          E dunque?-

-          C’è qualcosa che non mi torna-

-          In che senso-

-          Non fare il permaloso però eh…-

-          Nono dimmi tutto-

-          A parte che se questo qua era tanto discreto e schivo e taciturno come minchia fai tu a sapere tutte ste cifre sul suo conto e sta cagata delle 14 parole in 58 anni…che poi alludi al fatto che è disperato ma nessuno sa il motivo…ma se non ne ha nemmeno parlato allora è superfluo dire che è disperato no? E vale quanto detto prima…ovvero…cioè…che cazzo ne sai tu-

-          Ma…è una mia invenzione…io decido-

-          Ma un cazzo…senti qua…uno che è tanto fottuto da mettersi a fare lo scrittore e che tra l’altro scrive 14 parole del cazzo in 60 anni…va da se che è disperato…cioè…è psicotico no? Ma perché lo hai inventato a sto coglione?-

-          Ma è questo il punto! È estremo no? Certo che è psicotico…calmati…sembra che ti faccio incazzare! Altre osservazioni? Però non essere distruttivo!-

-          Hai scritto sta cosa dell’uomo che scrive con parsimonia e tutto quanto…ma non ti rappresenta…-

-          Ok, capisco, ma cosa vuol dire?-

-          Vuol dire che allora anziché rompere le palle con ste stronzate dovresti andarci tu a fotterti in una bidonville di Calcutta e scrivere non 14, ma 7 parole al MASSIMO, fintanto che crepi…perché se no sei ipocrita…se no la tua scrittura è incoerente con la tua vita…se no scrivi solo per sensazionalismo-

-          …ma scusa ma cazzo ma no! Ma come ragioni? Comunque è Nuova Delhi e poi secondo te Herman Hesse ERA Siddharta? Paulo Coelho le faceva venire tutte in 11 minuti? Se scrivi inventi no?-

-          No ma tipo Silvester Stallone ERA Rocky!-

-          Èh?-

-          Dico che comunque Silvester Stallone era sportivo, faceva la vita da Rocky o da Rambo…era uno che dava fuori di goduria quando si guardava allo specchio e andava in giro a fare il tenebroso e burbero e faceva bagnare le varie Adriane con i guizzi dei suoi bicipiti e gli occhi da cane bastonato…così come i personaggi dei quali scriveva!-

-          Ma che cazzo stai dicendo? Silvester Stallone? Ma tu sai che lui era un tossico?-

-          Perché era?-

-          Perché è crepato no?-

-          No quello è Van Damme-

-          Van Damme era un tossico ma non è crepato-

-          Giusto-

-          Mi sa che nessuno dei due è crepato…ma comunque faccio per dire che c’è sempre una dissonanza di fondo…ed è li che sta la fregatura-

-          Non dire “dissonanza di fondo” come se fosse un’espressione che usi solitamente…ecco un altro esempio! Perché non scrivi come vivi? Perché vuoi idealizzare la tua vita attraverso la carta?-

-          Questa è una bella osservazione…ma io mica parlo di ME! Io cerco una certa calma quando scrivo…cerco di dare un senso ai miei giorni…e poi comunque sai bene che dentro ognuno ci sono tante identità-

-          Ma certo…io sostengo solo che se nella vita sei uno che lascia i piatti sporchi nel lavandino per una settimana, hai poco da scrivere di mezzi guru indiani-

-          Lo so…ma…-

-          Ma niente…ma cosa ne sai tu poi degli slum della fottuta India?-

-          Niente-

-          E allora?-

-          E allora avrei voluto vedere per quanto tempo lasciava i piatti sporchi nel lavandino Tiziano Terzani…-

-          Ma lui mangiava?-

-          Ora non so, dopo guardo in google…

-          Ok…ma hai scritto altre puttanate oggi?-

-          Si…toh…-

-          Leggo-

 

 

“Il più grande amante del mondo non ha mai avuto una storia d’amore…”

 

-          OOhhh Gesù Cristo Dio ma veramente?-

-          Ma cooosa???-

-          Ma come ma cosa? È uguale alla cazzata di prima ma solo si tratta di scopate e storie d’amore!-

-          Ma non è vero! Devi vederli come degli estratti…delle metafore di calma e pensieri ordinati!-

-          Ma come cazzo parli non sei mica qui per scrivere il Tao della Meditazione-

-          Non hai mai letto il Tao-

-          Nemmeno tu-

-          E allora non parliamone-

-          Ma ci siamo capiti-

-          Si ma…anche in questo caso…cazzo…capisco cosa fai per dire…però…perché ti fanno proprio così schifo?-

-          Non fanno schifo…è solo che secondo me è meglio se NON diventi una specie di monaco che vive in una capanna su una spiaggia di Bali…almeno mentre scrivi!-

-          Ma cosa centrano i monaci di Bali-

-          Vabbè…dico solo che a me non mi torna in tasca niente di reale a leggere di uno che ha amato una donna e non l’ha mai nemmeno fatta ridere, o salutata o cosa cazzo ne so…ma PERCHÉ mi chiedo io ? Ma cos’ha la sifilide? NO LA SIFILIDE NO PERCHE DA CHI CAZZO L’HA PRESA DALLA MADRE DURANTE IL PARTO? Perché un grande amante non avrebbe mai avuto una storia d’amore?-

-          Perché capisce il valore profondo del dosaggio…del non-spreco…della sincerità di ogni piccolo atto, di ogni piccolo gesto-

-          Capisco…è profondo…il concetto è profondo…ma devi tradurlo in un racconto contemporaneo…se no sembri psicotico anche tu-

-          Magari lo sono…-

-          Non è possibile…hai 33 anni…se tu avessi una struttura di personalità psicotica sarebbe già venuta fuori del tutto-

-          Ok-

-          Ma perché cerchi di creare questi personaggi assoluti e puri?-

-          Mah…ora non so…però se ci pensi…gli scrittori famosi, gli attori di teatro, gli scultori, i pittori eccetera…sono giudicati da tutti per i loro risultati…per quello che ALLA FINE di un percorso, arrivano a presentare…come se quel risultato rappresentasse TUTTA la loro vita…il loro modo di essere…appaiono come persone totalmente integre…è chiaro che è un’illusione-

-          Ma non è sempre così…quando uno è un coglione poi salta fuori…Steven Seagal si è proposto per tutta la vita come il giustiziere paladino della lucidità mentale…ma a casa menava la moglie-

-          Ma Steven Seagal non era mica un artista-

-          Sei tu che hai fatto l’esempio degli attori-

-          Ma Steven Seagul non è nemmeno un attore-

-          Ok-

-          Dico solo che sono certo del fatto che l’incoerenza umana è di tutti-

-          Ma non del tuo scrittore indiano…giusto?-

-          E nemmeno dell’amante casto…loro sono estremamente coerenti…e ami ambigui, ne contradditori-

-          Non hanno tentazioni? O non le vedono? O non cedono alle tentazioni?-

-          Magari…può darsi-

-          Hai scritto altre cose?-

-          Non la leggi quella del grande amante?-

-          No, ora non mi va scusa-

-          Ok…se vuoi c’è quella del più grande comunicatore di tutti i tempi-

-          Addirittura…e con quale handicap è nato?-

-          Era muto-

-          Non mi va di leggerla-

-          Ok-

-          Ma perché dico io?-

-          Ho anche scritto quella del più grande viaggiatore di sempre-

-          Che non si è mai alzato dal cesso della sua grotta scavata in una miniera di piombo?-

-          Che non è mai uscito dal suo Dojo di arti marziali-

-          Pure maestro di Kunk Fu!!! Andiamo bene!-

-          Ma secondo me…ad esempio…se uno ama davvero la scrittura, non deve deturparla…e più scrive e più rischia di deturparla…se uno ama la natura…secondo me, è giusto che quasi non ci mette piede!-

-          Ma perché sei così estremo? Se io scrivo merda e me la tengo in un cassetto, dov’è il problema?-

-          Ma perché il genere umano distrugge ciò che ama…e la felicità quando l’hai raggiunta, l’hai persa-

-          Ok…Platone dellaminchia…ma dimmi cosa cazzo cambia se uno scrive dieci cagate! Cos’è adesso mi vieni a dire che la scrittura è un’entità sacra e scrivere cazzate è tipo bestemmiare? Ma poi tu bestemmi pure mavvaffanculo va-

-          Magari è così…magari dovremmo essere tutti più calmi e saggi-

-          Dunque i personaggi dei tuoi “mini psico trip”, sono talmente lucidi e cazzuti  che non cedono al perseguimento della felicità-

-          Più o meno…-

-          Ma però dopo un po’ rompe il cazzo sta formula…-

-          Non lo so…dipende-

-          Mah…sarà che ultimamente ti va di buttar giù certe cose…non so cosa hai vissuto ultimamente-

-          Mah…in generale viviamo troppo di tutto no?-

-          Troppa birra è quello che ci vuole-
   M.