Prendo un’altra birra, pensò … no meglio una panaché, che la birra poi mi dà quella sensazione come se le ginocchia, riesumando pratiche ormai non note a questo mondo senza punti di riferimento, entrassero in una specie di sciopero, in cui al livello dei menischi ci sono quelli che controllano che nessuno entri o esca dalla fabbrica occupata.
Una panaché … è già la seconda, e prima aveva anche bevuto,
in un altro bar, un caffè, poi un’acqua gasata. Tutte queste bolle … la pancia
come una bolla … i bar come bolle di spazio e di tempo. Avrebbe vissuto così
per sempre. Andando di bolla in bolla. Musica, immagini da televisioni, a volte
notizie. Ma che non fanno male … non si sentono le parole. Spesso video, dove
ovviamente il cantante va per i fatti suoi, nessuna coincidenza con le note che
vagano per il locale. Forse l’unica cosa che lo irritava, soprattutto se la
canzone nel video gli piaceva.
Ma in generale … avrebbe vissuto sempre così, in questa
specie di tempo non tempo, di spazio non spazio, con persone che entrano ed
escono dalla tua vita non vita, il tempo di un caffè o di uno sguardo. Un
aperitivo. Le noccioline. Passioni folgoranti e mai espresse per cameriere dall’incedere
preciso. Parole e sorrisi lesinati con maestria istintiva o distillata nei
chilometri di andirivieni. Tutto a far disegnare ad ogni singolo avventore, nel
suo piccolo, l’esatta distanza fra il “vorrei” e il “ma non posso”.
Vivere così. Alimentarsi di brioches alla crema e giornali
sfogliati. Giornali svogliati che servono solo per sentire il ruvido della
carta. Le stesse notizie da sempre.
E le persone entrano ed escono, entrano ed escono … ti
accompagnano per i fatti loro … tutto una bolla, una bolla di passato e di
futuro che in fondo non ci interessa.
E in questa fiction la vita sembra reale. Sembra che sul
serio queste persone stiano facendo qualcosa. Bersi un bianco. Aspettare un
amico. L’appuntamento dal dentista. Potenzialmente tutto appare possibile.
Fuori e dentro da quella porta di vetro, che a volte la gente deve inclinarsi
per spingerla, sembra davvero che la vita possa essere.
Oggi e domani. Ma anche ieri.
Tutto questo pensava. Finché, in un rutto al vago gusto di
limone, la bolla svanì.
G.