venerdì 21 novembre 2014

Bolla di limone


Prendo un’altra birra, pensò … no meglio una panaché, che la birra poi mi dà quella sensazione come se le ginocchia, riesumando pratiche ormai non note a questo mondo senza punti di riferimento, entrassero in una specie di sciopero, in cui al livello dei menischi ci sono quelli che controllano che nessuno entri o esca dalla fabbrica occupata.

Una panaché … è già la seconda, e prima aveva anche bevuto, in un altro bar, un caffè, poi un’acqua gasata. Tutte queste bolle … la pancia come una bolla … i bar come bolle di spazio e di tempo. Avrebbe vissuto così per sempre. Andando di bolla in bolla. Musica, immagini da televisioni, a volte notizie. Ma che non fanno male … non si sentono le parole. Spesso video, dove ovviamente il cantante va per i fatti suoi, nessuna coincidenza con le note che vagano per il locale. Forse l’unica cosa che lo irritava, soprattutto se la canzone nel video gli piaceva.

Ma in generale … avrebbe vissuto sempre così, in questa specie di tempo non tempo, di spazio non spazio, con persone che entrano ed escono dalla tua vita non vita, il tempo di un caffè o di uno sguardo. Un aperitivo. Le noccioline. Passioni folgoranti e mai espresse per cameriere dall’incedere preciso. Parole e sorrisi lesinati con maestria istintiva o distillata nei chilometri di andirivieni. Tutto a far disegnare ad ogni singolo avventore, nel suo piccolo, l’esatta distanza fra il “vorrei” e il “ma non posso”.

Vivere così. Alimentarsi di brioches alla crema e giornali sfogliati. Giornali svogliati che servono solo per sentire il ruvido della carta. Le stesse notizie da sempre.

E le persone entrano ed escono, entrano ed escono … ti accompagnano per i fatti loro … tutto una bolla, una bolla di passato e di futuro che in fondo non ci interessa.

E in questa fiction la vita sembra reale. Sembra che sul serio queste persone stiano facendo qualcosa. Bersi un bianco. Aspettare un amico. L’appuntamento dal dentista. Potenzialmente tutto appare possibile. Fuori e dentro da quella porta di vetro, che a volte la gente deve inclinarsi per spingerla, sembra davvero che la vita possa essere.

Oggi e domani. Ma anche ieri.

Tutto questo pensava. Finché, in un rutto al vago gusto di limone, la bolla svanì.
 
G.