Ero al mare da un mese
Alloggiavo in una remota
Casa di calce
Attorno a me il vuoto naturale
La commuovente vastità
Della benamata solitudine
Solo che
Mi dovevo liberare
Di una spina
Mi si era infilata
Nel centro del tallone sinistro
Mentre camminando fra gli ulivi
Cercando di schivare
Tutte le altre spine
Beh
Non stiamo parlando
Di una suocera avara di complimenti
Un vu comprà mentre hai addosso la spesa
e piove
Un debito con il meccanico
Un figlio
Un vicino di casa che suona il djembé
Le formiche nel frigo
Una cicala all'alba
Le aspettative di un amico metodico
Una donna a cui piace piacere
a cui tu non piaci
Le briciole di pane
fra le cuciture dei sedili dell’auto
Eppure
Da solo non ci riuscivo
Assumevo posizioni ridicole
La vedevo
La toccavo
Ne capivo il posizionamento
La traiettoria
La profondità
Ma non riuscivo a liberarmene
E allora
Mi sono sentito fragile
E l’ho lasciata lì
Inarrivabile
A pungermi
Mb