venerdì 12 luglio 2019

La spina

Ero al mare da un mese
Alloggiavo in una remota 
Casa di calce
Attorno a me il vuoto naturale 
La commuovente vastità 
Della benamata solitudine 
Solo che 
Mi dovevo liberare
Di una spina
Mi si era infilata
Nel centro del tallone sinistro
Mentre camminando fra gli ulivi 
Cercando di schivare
Tutte le altre spine
Beh 
Non stiamo parlando
Di una suocera avara di complimenti 
Un vu comprà mentre hai addosso la spesa 
e piove 
Un debito con il meccanico 
Un figlio 
Un vicino di casa che suona il djembé 
Le formiche nel frigo
Una cicala all'alba 
Le aspettative di un amico metodico 
Una donna a cui piace piacere 
a cui tu non piaci
Le briciole di pane 
fra le cuciture dei sedili dell’auto 
Eppure 
Da solo non ci riuscivo 
Assumevo posizioni ridicole
La vedevo
La toccavo
Ne capivo il posizionamento
La traiettoria
La profondità
Ma non riuscivo a liberarmene 
E allora 
Mi sono sentito fragile
E l’ho lasciata lì 
Inarrivabile 
A pungermi

Mb

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