Conversazioni
intercettate su un treno Locarno-Bellinzona
“quando ho girato il bigliettino e ho visto che era Dante ho
detto alla soressa: - posso baciare per terra!!! – Dante era l’unica cosa che
sapevo. Era il canto ventidue”
“ah sì! Quello con Beatrice …”
“Nooooo … è quello con Paolo e Francesca!”
“eh, io con sti nomi … non me li ricordo mai”
“io invece lo sapevo tutto a memoria … lo so ancora … poi
c’è quella frase … amor che nulla amato
amar perdona … …. È una frase mega profonda per me … Non come la Melanie
che si è fatta tatuare e poi uscimmo a
riveder le stelle …”
“ah sì?”
“sì … che è anche una frase della Divina commedia … che
senso ha sta frase? … o per lo meno per me non ha senso”.
“A me invece piace Boccaccio …”
“Ah sì abbiamo visto anche un film dove c’era uno che diceva
di essere sordo e muto e così le suore ci facevano cose … che normalmente non
potrebbero fare … ma siccome era sordo e muto pensavano che non avrebbe potuto
dirlo a nessuno… poi le suore erano tutte incinte … nel film si vedeva tutto …
cioè facevano vedere tutto tutto …”
“Sì Boccaccio … cioè
… se la pensi come una cosa da ridere … scriveva delle gran cagate … troppo
forte!”
“poi c’era anche quella di uno che voleva comprare un
cavallo …”
Continua (se le
ribecco in treno) …
G.
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