-Faccio un giro veloce sui social
Maaa- gridò Carlos dalla stanza.
La madre di Carlos, Peppa, che
era in cucina a sbattere, si arrestò, strizzò gli occhi per cercare ancora
qualche goccia di pazienza dentro all’ippotalamo o a qualche altra area
cerebrale…la trovò…una goccia sola, che fece entrare in circolo tramite
respirazione…poi disse con tono alto:
-Carlito non puoi avere un
profilo per entrare nei social, ne abbiamo già discusso tatone-
-Fottiti troia imbalsamata io ho
quarant’anni e ho diritto ad avere un profilo per i social! Che cazzo ne sai tu
di Twitter, Badoo, Instagram, FACEBOOOOOOK!!-
-E che cazzo ne saprai tu, aborto
psicotico di merda- mormorò Peppa trattenendo poi una risatina isterica
-Cosa hai detto Mamma??-
-Nulla Carlito, ho solo detto che
nemmeno tu sai molto dei social-
-Mamma non farmi piangere cazzo,
io ne so! Ne so! Ne so! Una volta ero da Manuel e ci sono entrato e ci ho fatto
un giro e ho visto tutte quelle cose…Mamma nei social la gente si impegna!-
La Signora Peppa però non ce la
stava facendo…si stava già togliendo il grembiule, stava già spegnendo il forno
con dentro il polpettone, stava già bagnando con l’acqua l’olio caldo con sopra
frittelle di melanzana dentro alla padella di teflon dell’Ikea…stava già
uscendo per andare a perdersi per le vie del centro…per andare a fare finta di
essere anonima a se stessa, finta che suo figlio non era schizzato e
insopportabile, finta che quella città fosse su un altro pianeta.
Carlos udì l’olio della padella
urlare prima di annegare nello sfrigolio, udì il picchiettio delle manopole del
forno che giravano in senso antiorario, udì il rumore delle scarpe con la suola
in sughero di sua mamma Peppa che si avvicinavano all’uscita del piccolo
appartamento…chiavi, maniglia, porta chiavi…e poi silenzio.
Un giro sui social, una dose di
input misti…lo voleva, voleva stare sui social, viverli, sarebbe stato come
essere Superman in una piazza di Tokyo…superman giapponese, che capiva il
giapponese e leggeva nella mente di tutti…sui social puoi leggere nella mente
della gente, ognuno fa quel giochetto di dire cose intime di se…facendo finta
di dirle a se, ma sapendo che le stavano vedendo 30, 80, 300, 1250 amici,
persone, che poi cliccavano “mi piace” e così facendo rendevano visibile quello
che tu pubblicavi anche ai loro amici, che non per forza erano amici tuoi.
Praticamente tu aprivi un social e vedevi quello che persone sconosciute
avevano da dire…anche se queste non erano tuoi amici!! Loro non sapevano
nemmeno che tu stavi vedendo, ma erano consapevoli del fatto che sconosciuti
avrebbero visto! Nei social non c’erano malattie, non c’erano odori o bava agli
angoli della bocca…non c’erano denti gialli o abiti sudati, non c’era carne
vecchia e nessuno poteva vedere dentro agli occhi degli amici...un giro sui
social.
-Tatone un cazzo- mormorò Carlos
dirigendosi verso la stanza della mamma.
La mamma aveva un PC e lui lo
accese…voleva farsi un giro, un giro sui social.
La mamma aveva messo una password
al PC…
-Puttana-
Carlos provò alcune password:
Carlos (non valida); Tatone (non valida); Figlioschizzato (non valida).
Si arrese.
Carlos si alzò e si vestì…prima
di uscire aveva addosso i pantaloni della tuta grigia, le ciabatte bordeaux
morbide sulle calze di spugna bianca, la felpa gialla e una giacca verde…si
guardò un po’ allo specchio, si schiarì la gola, passò una mano sudaticcia su
barba e baffi…quei peli avevano bisogno di aria e vita. Prese un po’ di soldi
da un cassetto della Peppa.
Uscì…
Era in strada…iniziò a chiedere dove
poteva trovare un internet caffè.
Durante la prima mezz’ora chiese
principalmente in alcuni bar frequentati da pensionati e nessuno seppe aiutarlo,
mangiò tre berliner e bevve due cappuccini…poi andò al parchetto dai tossici e
anche li non trovò l’informazione, fumò una sigaretta con alcuni uomini e una
donna con del sangue sulle ginocchia…andò fuori da una scuola materna e chiese
ad alcune maestre che erano in ricreazione e venne allontanato. Infine chiese a
un commesso di un negozio di elettronica che era ubicato sotto ad un portico, che
gli riferì che all’interno del negozio avevano un terminale dal quale si poteva
navigare per pochi soldi all’ora.
Carlos rimase felice
dell’informazione ed entrò, accomodandosi sulla morbida sedia da ufficio nera e
rotonda e gommosa, un po’ nascosto dietro alle scansie dei cavi ethernet, si
sentì già più importante…era il suo sedile della navicella spaziale…entrò nel
web e aprì Facebook…doveva crearsi una mail e una password…incredibile quel
potere, si sentiva già più importante, più smart, più intelligente…voleva farsi
un fottuto giro sui social.
Trovò geniale il fatto di unire con
la lettera S la parola Carlos e la parola Social.
Chiesero lui un nominativo:
Carlito Jefferson
Quel giorno mandò moltissime
richieste di amicizia a caso, la sua foto del profilo mostrava un complesso di
palazzi tutto di vetro, aveva trovato la foto su google, digitando “palazzi di
vetro Singapore”.
Sempre quel giorno fece un giro sulla
homepage di Facebook, notando alcune foto e alcuni filmati, parlavano molto del
presidente e dell’Isis, vide alcuni spezzoni di azioni calcistiche fenomenali,
vide alcuni gatti cadere in acquari, rise. Poi si concentrò un attimo sul suo
profilo, inserì alcune informazioni: città natale, città di domicilio attuale,
data di nascita, sesso, lavoro…per il lavoro provò un pochino di imbarazzo, ma
alla fine ci passò sopra e scrisse “ingegnere”…
Sentì come un senso di vertigine
tornando sulla Homepage, sentiva come di volersene andare…poi dei disegnini
rossi apparvero sullo sfondo blu, i primi amici stavano arrivando, si
commosse…andò a guardare la loro pagina…c’era una che si chiamava Carfagna da
Parigi e un altro che si chiamava Prinz Lo Prinz...Carfagna aveva appena
postato ventisette minuti prima una frase saggia: “Non importa quanto hai
sofferto, ti innamorerai di nuovo, sarà più bello di prima e farà più paura che
mai” Fabio Volo.
Carlos si sentiva compreso…e
allora cliccò su Condividi. Poco dopo Carfagna da Parigi mise “like” alla sua
immagine con la frase stupenda…Carlos si sentì pervaso da un calore
elettrizzante e si voltò istintivamente per vedere se il commesso stava guardando…il
commesso si faceva i cazzi suoi con il suo profilo fb. Carlos pensò di
diventargli amico sul web…cercò il nome del negozio “Elettrotecnica Fulgini”,
due persone erano state li, non c’era una pagina, peccato. Una delle due
persone era un uomo, poteva essere il commesso proprietario? Carlos inviò
all’uomo una richiesta di amicizia.
Poco dopo il commesso
proprietario, dietro al monitor di cassa bisbigliò: “ma questo chi cazzo è”, ma
nessuno lo udì.
Carlos si ricordò che doveva
pagare e che quel giorno aveva portato pochi soldi, se ne andò.
La sera non disse nulla alla
mamma Peppa, che dal canto suo si era un po’ calmata.
L’indomani aspettò che la Peppa
uscisse per andare a bere uno sprirz con un’amica sarda e andò diretto al
negozio di elettronica e si portò più soldi.
Si sedette, inserì i suoi dati ed
entrò in Facebook…fu allora che accadde, fu durante quelle quattro ore filate
di navigazione che accadde, la sua psicosi forse, o la sua fantasia…
Carlos entrò…e iniziò a scorrere
la rotella del mouse…si sentiva uno scienziato che zummava su un virus o su un
organismo che avrebbe rivoluzionato l’umanità; si sentiva un ispettore di
qualche squadra speciale che analizzava le telecamere a circuito chiuso di una
metropolitana, dopo un attentato; si sentiva un avventuriero davanti ad un
luminoso reperto storico…si sentiva nuovo e moderno, potente e veloce, liquido.
L’Isis aveva ucciso ancora
facendo sgozzare un prigioniero a un bambino di 12 anni, un filmato mostrava
come friggere le carote in pastella (andavano bene anche come dessert). Oggi è il compleanno di Susalina Guendy e di altre 14 persone, fai loro gli auguri.
Schillaci ai mondiali del ’90 che correva con gli occhi sbarrati (per tutti
quelli che questo momento lo hanno vissuto in diretta TV), lo chef di
Masterchef che butta un piatto pieno di carne nella spazzatura dicendo
“pisovscit tu prendi pekulo tuti noi con tuo piato è ofesa ässol”, Peta condivide i filmati di un
vitello che viene strappato alla madre mucca fra muggiti e calci e coltellate.
Un giapponese mangia spaghetti di riso piccanti e ride; frase saggia: non
seguire il sentiero già tracciato, segui un sentiero sconosciuto e lascia una
traccia; poesia di Alda Merini sui folli (like da parte di Associazione Peppino
Impastato); Attacco di Matteo Salvini ai Rom (like da Torna Benito Torna);
video dei Rom che mostrano le loro case nel fango in periferia di Milano (201
like e 67 commenti-mostra commenti precedenti-commento di Ennio Zannio Cozzio
“allora era meglio vivere sotto alle bombe?” 7 risposte-risposta di La Robi
Duarte Perez “guarda che son Rom mica Siriani”; due gatti che lottano e in
sottofondo i versi di un combattimento di Kunf Fu. Alessandra Amoroso. Foto di
orsi polari con la scritta “Che bello essere un orso polare, che brutto essere
un orso polare: l’orso Bi-Polare”. Obama accusato di essere un rettile (con
prove fotografiche della somiglianza con un rettile); scie chimiche sopra
Belgrado sarebbero la prova che la guerra c’è stata e ha partecipato anche un
forma aliena. I migliori goal di Baggio, i dribbling di Zidane (like di
Carfagna da Parigi). Frase saggia: ama come non ci fosse un domani; frase
saggia: trova ciò che ami e lascia che ti uccida; frase saggia: è solo quando
avrai smesso di inseguire le cose sbagliate che darai la possibilità alle cose
giuste di raggiungerti.
Rotella rotella rotella.
Best K.O in
MMA of 2015, Pagina: Cucina con Cristina, Pagina: hot jap girls smoking and
eating chocolate (sponsorizzata). Attilio Lombardo Pelato Bastardo Sampdoria
nel Kuore, incredibile video dell’incidente stradale e ferroviario avvenuto
nella provincia cinese di Bon Ton; la rivincita del toro, torero incornato
(video); agente USA uccide otto colleghi e i talebani rivendicano l’atto, Tutto
l’Iran in piazza al grido “la guerra è santa”, Santa Claus in un ascensore
bloccato: “aiuto sono Claus trofobico” (con immagine Santa Claus che beve Coca
Cola); Sede ONG del Sud Africa bruciata; video Shock Le Iene intervistano i Vip
che non sanno nulla di geografia italiana.
Carlos iniziò
a mettere like a tutto, a ogni cosa.
Gina Pilotina
scrive: San Valentino si avvicina.
Kazio Mazzo
scrive: Non so voi ma io sono stufo di girare nei soliti posti non c’è mai
niente da fare e poi come se non bastasse paghi na cifra…pure qui in facebook
io voglio ripulire il mio profilo da certe amicizie falsi del kazzo parlate in
faccia dite le cose in faccia non avete le palle vero? Oggi voglio proprio dire
le cose come stanno a tutti…che viviamo in un posto dimmerda e ce gente ke non
si fa i kazzi suoi…fanculo non mi rompete più le palle-9 like-1 commento di
Catarra Verdi “Kaz ma ke succede? Dove 6?”-1 risposta “ee lascia perdere Cata
tu almeno sai di cosa parlo e mi kapisci”- 1 risposta “Si vai tranquillo ke per
qualsiasi cosa ci sono”-questa risposta piace a Kazio Mazzo e a Orsola Atroce.
1 commento di Orsola Atroce “mandali tutti affanculo Kazio e resisti, stasera
comunque sono in giro ti porto io in posti ok”.
Geraldo Baldo
condivide un post di Nelson Mandela Fans Club: Non esistono grandi scoperte nel
reale sviluppo finché sulla terra ci sarà anche solo un bambino infelice. Bobo
Bolscevico mette like e commenta il post di Geraldo “Vero Ge...condivido a
pieno…con il collettivo stiamo promuovendo un nostro evento di raccolta fondi a
favore di un villaggio del Burkina, fai girare vengono a suonare anche i Reggae
Bomba e gli Skazzi…centro sociale Mandala”-Geraldo risponde “ci sarò bella,
faccio girare…resistere.”
Frase: Se
progettiamo strade per automobili e traffico troveremo automobili e traffico,
se progettiamo strade per sogni e persone troveremo sogni e persone”, sempre e
per sempre Juve Merda, Pagina: noi che siamo stati adolescenti negli anni novanta
(foto di game boy, DAS, Crystal Ball, Mc Gyver, A-Team); ritratto di Van Gogh
(il Postino); foto di Salgado (like da parte di Comunità Pro Ateismo Israele).
Svolta e Rivolta scrive: vota si il 29 febbraio a favore di posteggi più
ecologici e che rispettino le condizioni salariali dei dipendenti della
Microtecmacbitbiocip. Forza destra di Stato scrive condivide un link:
clandestini marocchini stuprano giovane studente romana in pieno giorno e
romani li massacrano di botte (con foto di tre marocchini trafelati su una
barca che affonda vicino a una riva)-segue commento di Giotto Veneziano “tutti
a casa quelle merde, bene han fatto bene a menarli”-segue commento di Carla Da
Darla “e noi siam qui che li manteniamo, prendono un sacco di soldi al
giorno”-segue commento di Pugachov Oblomov “fake, non credeteci è una bufala
del cazzo”.
Carlos
iniziava a sentirsi strano, come in uno stato di trans, la rotella andava e
andava e gli input si sommavano ma lui non riusciva come invece credeva ad
affermarsi sul social, non riusciva nemmeno a tenere un filo logico…cosa
avrebbe potuto dire? Come poteva saltare su quel treno pieno di merce in corsa?
Da qualche parte doveva iniziare e così lo fece…voleva piacere, voleva sentirsi
parte di qualcosa e dare un senso alla sua esistenza che non comprendeva:
Carlito
Jefferson scrive: “Stranieri di merda, dovete morire, toccate ancora le nostre
donne e divento una bestia”.
Subito Lolla
Ingolla mise like e commentò “Carlito hanno toccato qualche tua
famigliare?”-risposta di Carlito Jefferson “No ma una la conosco, son stati dei
francesi”-Lolla mise like-un commento da parte di Provenzo Formaggio del Nord
“Franesi? Algerini o Neri?”-Risposta di Carlito Jefferson “Gente di Parigi,
stranieri insomma, incredibile, tremendo”-Commento di Provenzo “Ma come di
Parigi, Mussulmani?”-Risposta di Carlito Jefferson “Non erano di qui…a me è
questo che fa incazzare”-Risposta di Rosso Malpelo “Cosa vuol dire coglione che
se erano di qui potevano menare la tua amica senza problemi?”.
Carlos diventò
paonazzo, fuori pioveva, il negozio di elettronica era entrato in una sinistra
penombra, il commesso continuava a farsi i cazzi suoi nel suo facebook e non
aveva ancora risposto alla richiesta di amicizia di questo Carlito Jefferson.
Carlos dal canto suo era imbarazzato, forse si era esposto troppo? Perché Rosso
Malpelo gli aveva dato del coglione? Provò con qualcos’altro.
Carlito
Jefferson pubblica una foto: Foto di Gino Strada in bianco e nero con
sigaretta, su sfondo paesaggio di guerra e in alto una E rossa, di fianco al
volto di Gino Strada la citazione del medesimo “i diritti umani devono essere
diritti di tutti gli umani, se no diventano privilegi”.
Rosso Malpelo
commenta lo stato di Carlito Jefferson: “Carletto, ma sei scemo?”.
Carlos iniziò
ad entrare in uno stato di panico…si era beccato dello scemo! Rosso Malpelo non
era affatto suo amico! Poi capitò che La Giovannona e Personal Trainer Hit
misero like al commento di Rosso Malpelo, ma non erano manco fra le sue
amicizie. Carlos provava difficoltà nel gestire le emozioni e la comunicazione
in facebook, dunque rispose a Rosso Malpelo:
Risposta di
Carlito Jefferson: “Non sono ne coglione ne scemo, tu fatti i cazzi tuoi e se
non ti piace cosa pubblico non guardare”- Cicera del Diavolo mise like al commento
di Carlito e lui scosse un po’ il pugno chiuso e sorrise di sollievo- Risposta
di Rosso Malpelo “Ma cosa dici pirla, è come dire che vai in piazza a fare la
cacca e pretendi che la gente se non vuole essere disturbata da quello che fai
volta la faccia dall’altra parte”-subito dopo Kane Dio Da Istanbul commenta
“lascia perdere Rosso, questa qua è la classica gente che non sa argomentare ne
difendere le proprie opinioni, sarà un qualche deputato che ha scoperto
facebook…ue deputato come si vive alle spalle degli altri?”.
Carlos rimase
in silenzio…incredulo…stavano pensando di lui che era un Deputato? Ma come era
possibile? Si sentò onorato di questo, recuperò vigore, si sentì accettato...o comunque accettabile...tutto era accettabile, tutto era li e dunque incancellabile, non ammazzabile, accettabile per forza.
Carlos rispose
al commento di Kane “ciao Kane, si si vive bene, ma occhio alle spalle e si
sono un deputato”.
Poi si scatenò
e condivise di fila:
-
Meteo odierna, luce di giorno e buio di notte,
pioggia in caso di pioggia
-
Falsi nipoti smontano Fiat Panda e con le varie
componenti costruiscono un album di famiglia che li fa diventare dei nipoti
veri-bufala o verità? (con foto)
-
Oroscopo del giorno- Cancro, ma forse è un’ernia
(con foto di Garfield che ride e la scritta “frasi bastarde”)
-
Frase di Osama Bin Laden con foto: Le torri
gemelle erano obiettivi legittimi, esse sostenevano il potere economico degli
Stati Uniti.
-
Video di Cheerleaders che cadono
-
Video di adolescente che fa la cacca in piscina
e i suoi amici fuggono
-
Album fotografico “io solo io, semplicemente io,
marinaramente io” di Prosciutta Cotta (con like di Prosciutta Cotta e
successiva richiesta di amicizia inviata a Carlito, amico in comune Cristo
Santo).
-
Pagina: Herbalife, lavora da casa senza paura di
ingrassare e caricando la tua energia interiore con la polvere.
-
Pagina: Pedro Almodovar
-
Pagina: Fascio, semper fidelis
-
Pagina: La famiglia è composta da un uomo e una
donna, tutto il resto è morbo
-
Pagina: Freddie Mercury
- Foto di Patty Pravo in comparazione al cane volante de La Storia Infinita (Falcor), sono uguali.
- Video Shock: vittima di bullismo distrugge bullo e gli amici lo filmano-con sondaggio "cosa poteva fare il bullo?".
Sarebbe stato
bello, bellissimo, tornare l’indomani e vedere quante notifiche gli sarebbero
arrivate.
Prima di tornare a casa però,
visto che aveva preso coraggio, decise di creare una pagina…non sapeva bene
come fare ma non fu complicato:
Carlito Jefferson ha creato una
pagina: Vaffanculo Rosso Malpelo (con foto di una mano che fa vaffanculo).
Chiuse Facebook e spense il
computer…si sentiva bene…stanco come dopo una giornata di lavoro al
supermercato, il suo vecchio mestiere. Non aveva nulla in testa, i suoi pensieri erano rimasti frastagliati e appiccicati in mille luoghi diversi.... Prima di uscire dal negozio di elettronica
pagò il commesso proprietario, lo guardò serissimo negli occhi, il commesso non
comprese molto bene, si inquietò, ma rimase zitto.
Carlos uscì dal negozio e
agguerrito ma discretamente sibilò: “domani te lo chiedo col messaggio privato,
perché cazzo non accetti la mia richiesta di amicizia, bastardo”.
m